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Pagine e parole: IO

La nuova parola della mia rubrica è una parola a mio parere davvero molto importante: io. Tra le pagine delle scrapper, soprattutto quelle con figli 😉 capita raramente di trovare pagine dedicate a se stesse… stavolta ho voluto cimentarmi in quest’impresa e sfidare le mie compagne su un terreno molto personale.
Come sempre, ciascuna ha interpretato la sfida a modo suo.

Lo scrap, lo crediamo fermamente, ha anche un potere “terapeutico”, ci offre la possibilità di manifestare i nostri pensieri e i nostri sentimenti, anche se non sempre ci va di condividerli con gli altri. E’ quello che ha fatto Michela nella sua pagina frizzante e primaverile, piena di uccellini, sia nella carta di sfondo, sia nei ritagli, sia nelle decalcomanie e negli abbellimenti: un journaling nascosto scritto su una tag che si estrae da sotto la foto mette in evidenza alcune caratteristiche della sua personalità.


Ho provato anch’io a tirar fuori qualcosa di me, anche se ultimamente non mi va di scrivere cose troppo “confidenziali”, facendo girare il mio journaling intorno al verbo principale del titolo, SORRIDO (mentre la parola IO resta affidata, in piccolo, alle letterine Toga di Artare), e a 4 parole, racchiuse ciascuna in una delle coloratissime etichette Toga offerte da Artare, in modo che il mio ‘sorridere’ fosse sia sdrammatizzato sia descritto seriamente.

Nell’angolo in alto a sinistra ho concentrato una parte degli abbellimenti, incentrati sulla nuvola di feltro bianco offerta da Impronte d’Autore, e ho ripreso alcuni di questi elementi in basso a destra, dove spicca il mio preferito: l’albero realizzato con carta Creative Imaginations Wood Plank offerta da Hobby di Carta, come la casetta presa dagli adesivi Bella Blvd Honey, I’m Home, le foglioline Doodlebug Design e i due adesivi con le scritte sovrapposti alla foto, sempre Bella Blvd Honey, I’m Home.

Ma un journaling, per quanto serio, non deve necessariamente essere lungo. Bastano poche parole precise per cogliere nel segno e lasciar intuire molto di più… è quello che ho fatto usando un’etichetta Creative Imaginations Spirit Labels di Hobby di Carta. Per gli abbellimenti ho usato bottoni decorativi Artemio linea Espana e il timbro chiave di violino di Impronte d’Autore, oltre ad alcuni rametti con foglioline Doodlebug Design e alcuni ‘fili’ di acetato V.I.P. Sultane Perles de pluie marron di Hobby di Carta. Per la bellissima mela realizzata a mano devo ringraziare Francesca Frangia.

Anche Ross nella sua vivacissima pagina piena di tondi di tutti i tipi ha concentrato nel titolo e in un journaling di poche parole tutta la sua voglia di colori e di felicità.


Parlare di sè però non richiede solo introspezione, ma anche un pizzico di ironia nello scoprire lati di sè che non sempre emergono e che Alessandra ha confessato con poche frasi scritte con le immancabili letterine in una pagina graziosa e preziosa nei particolari, come sempre, con la foto e tutti gli elementi concentrati in una angolo dove lo sguardo viene subito catturato dalla scritta a mano e dagli abbellimenti particolarissimi.


Anch’io ho voluto ridere un po’ di me e di una caratteristica che mi ‘perseguita’ da sempre, rinunciando per una volta al journaling scritto a mano in favore delle letterine Toga, ma senza rinunciare alla mia passione per gli alberi, con una chipboard meravigliosa della Basic Grey, entrambe offerte da Artare. Ho usato anche adesivi Bella Blvd Honey, I’m Home offerti da Hobby di Carta e un gufino di feltro Toga offerta da Artare.


Nella sua pagina dallo stile inconfondibile, semplice ma raffinata e ricercata al tempo stesso, Arianna non ha voluto scrivere il journaling, ma ha comunque lasciato molto spazio per aggiungerlo magari in un secondo momento, seppur nascosto in un foglio ripiegato a soffietto sotto la foto.


Infine, nel delicato Lo di Elena dal gusto un po’ shabby e un po’ vintage, il journaling non serve: a parlare sono solo la foto, intensa e unica vera protagonista della pagina, e il titolo che la descrive, in cui è racchiusa tutta l’essenza del momento. Non serve altro.

Ma la ricerca di sè, anche se ‘solo’ attraverso un hobby, non ha mai fine… basta cominciare a riflettere e i Lo, come pagine di un diario, nascono spontanei sotto le nostre dita, svelando una parte dei nostri segreti.

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