Shadow Box Zenzero e Cannella

Kieran è mio nipote, il primo, figlio di una cugina con cui siamo cresciute da sorelle.

La sera in cui ci diede la notizia della gravidanza eravamo tutti a casa di nonna, dopo il suo funerale, alle lacrime per la perdita dell’elemento portante della nostra famiglia di donne mai ferme si unirono immediate quelle di una gioia strana, composta da briciole di speranza, scaglie di aspettative e dall’olio balsamico della vita che malgrado tutto non smette di continuare e sopravvivere a se stessa. Ho amato oltre ogni decenza questo biondo miscuglio di Irlanda, America, Sardegna e Spagna dal preciso istante in cui l’ho visto, sei mesi dopo la sua nascita, iniziando con lui un rapporto speciale zia/nipote fatto di regole e dettagli in continua evoluzione.

Negli anni mi sono fatta inseguire col cucchiaio per assaggiare ogni cosa gli venisse in mente di prepararmi, ho inventato storie della buona notte fuoriere di segreti e confessioni difficili da dire a mamma e daddy, sono diventata la zia panino in lotta fino all’ultimo cuscino contro il bambino banana, ho imparato a leggere libri in spagnolo corretta ogni tre per due nella pronuncia anche della punteggiatura, ho cantato, ballato, riso, cucinato, spiegato, insegnato, appreso, ma soprattutto deposto le armi e ogni residuo di dignità rimasto, di fronte a questo piccolo guerriero dall’anima antica tanto affine alla mia, blu come i suoi occhi.

E oggi che diventa sempre più grande e tira fuori ad appena sette anni l’atteggiamento carico di sicumera e sfida degli adolescenti in contrapposizione col mondo, quasi mi manca il terreno sotto i piedi all’idea di dovermi abituare alla rinuncia di tutto il morbido che avevamo in cambio di sguardi a mezz’asta e risposte brusche e scortesi da farti prudere la pazienza e contare fino a 6849 prima di agire. Ma è la regola del gioco: passa lui dove siamo passati tutti, e una volta completato il processo tornerà al nido come lo splendido adulto che merita di diventare, spero, mi auguro, altrimenti lo corco davvero!

Nel frattempo, in attesa di volare a Barcellona per sbaciucchiarmelo tutto contro la sua volontà, ho creato questa shadow box per custodire il momento in cui a un anno e mezzo, nel suo primo viaggio negli States a casa di grandma, scoprì l’ebrezza di fare il bagno nelle foglie d’autunno accatastate in giardino. E mi auguro che il suo sorriso e la felicità che contiene, regali il buonumore a voi come fa con me ogni volta che lo guardo.

 

     

   

 

 

 

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