Un Sogno Chiamato ASI

Soci belli, questo pezzo non contiene spoiler su finali deludenti di serie feticcio, ma solide emozioni! Potete leggerlo tutto d’un fiato come la birra fredda trangugiata nella canicola di un giorno a caso d’agosto o degustarlo lentamente come una tisana calda e corposa in un pomeriggio freddo e piovoso di questo maggio pazzo, la sostanza non cambia… perché se siamo fatti della stessa materia dei sogni come diceva zio William, il modo di ritornare col nostro ritmo e i battiti dei nostri ricordi sul Nazionale appena trascorso, lo troveremo sempre, con la pioggia, il vento, il sole a picco, il buio… e sempre sarà bello come la prima volta, come se fossimo ancora tutti lì a ridere, abbracciarci, commuoverci e mangiare, questo voi, che non avete 6mila chili da perdere come la sottoscritta!

Perché giornate come quelle che abbiamo vissuto ci regalano pezzi di storia personale e associativa unici e preziosi, ci arricchiscono di punti di vista e potenzialità, ci costringono a fare attenzione all’altro da noi, a trovare soluzioni comuni e condivise, a superare limiti creativi che a casa è così facile imporsi da soli, ci catapultano in un’Italia in miniatura ricca di vissuti umani toccanti e profondi, ci insegnano il calore del “nebbioso Veneto”, l’affetto del “gelido Piemonte”, la “generosa invadenza” della Campania (con una sola socia presente che faceva per tutte!), l’eleganza della Sardegna, il cuore della Liguria, l’humor leggero e originale dell’Emilia, la gioia della Toscana, la caciara del Lazio, la compostezza logistica e folle della Lombardia, l’entusiasmo della Sicilia, l’incanto del Trentino, la dolcezza della Puglia… regioni fra le quali presto annovereremo anche le neonate ASI Marche e ASI Abruzzo!

Dire che è stato il Nazionale degli abbracci e del cuore sarebbe riduttivo: sono alla mia terza esperienza e a ogni anno che passa il mio bilancio è infinitamente migliore… non per carenze nei meeting precedenti o per chissà quale consolidata miglioria tecnica nell’organizzazione, ma semplicemente perché col tempo stiamo imparando a conoscerci e ad apprezzarci tutti grazie alle frequenti capatine nei regionali fuori sede, ai continui contatti sui social, alle fiere, agli scambi personali e siamo sempre più famiglia allargata, tavolozza di colori distinti e abbinabili, facce di gesso, occhi sparkling e cuori di vellum embossati a caldo! E la parola d’ordine al Nazionale diventa riconoscersi. Le millemila foto fatte e condivise ovunque dimostrano quanto fossimo tutti felici di vivere insieme i giorni dell’anno dedicati alla condivisione del nostro amore per la carta e per il colore e del potere che negli anni questo collante ha avuto e continua ad avere su di noi a livello personale e umano.

Non sarebbero possibili i miracoli a cui abbiamo assistito con gli occhi sgranati e i sorrisi imbecilli, altrimenti. A partire dall’organizzazione perfetta che ci ha permesso di trovarci a nostro agio in una struttura alberghiera capiente e sicuramente datata ma anche e soprattutto dotata di personale gentilissimo, sempre disponibile per ogni esigenza, con un servizio ristorante curato e attento e un buffet variegato e abbondante, a cui devo aggiungere una menzione speciale per la scelta dei vini rossi corposi prevalentemente pugliesi che, credetemi (!), ho potuto assaggiare e apprezzare solo per sentito dire. 😉

Bellissima e riuscitissima a mio parere l’esperienza di concentrare i corsi in un unico spazio creativo grazie a quinte divisorie dei diversi settori! Una goduria quest’anno non boccheggiare di caldo al chiuso di stanze sempre troppo piccole e buie e senza il mal di testa da brusio continuo nelle orecchie… non che siamo stati zitti, eh, questo mai, ma, siamo stati più attenti a fare meno casino quest’anno e la dispersione del vociare in uno spazio più ampio ha fatto decisamnte la differenza.

Splendidi, definitissimi e descrittivi del loro mondo creativo e intimo i progetti delle insegnanti, sempre sorridenti, dolcissime, disponibili, infaticabili e più professionali di una Martha Stweat qualunque!

Bella l’area degli shop, obbligatoriamente visionabile ogni volta che accedevamo ai corsi, comoda la consultazione dei prodotti con le postazioni vicine ma non accalcate e gentilissimi i negozianti, amici e fonti di informazioni preziose e di novità interessanti e imperdibili, oltrechè sequestratori, perdonati, di stipendi.

Meravigliosa la goodie bag: una scatola/contenitore della weR in plastica traparente capientissima e ricca di omaggi deliziosi da parte degli sponsor. E viva come sempre la lotteria degli omaggini che quest’anno mi ha dato grasse soddisfazioni!

Un grazie speciale e mastodontico quanto il lavoro che hanno fatto a Claudia, Eda, Laura, Caterina e a tutte le ragazze che insieme a loro hanno dedicato almeno 8 mesi della loro vita a pensare, coordinare e rendere possibile un evento incredibile come questo, io che devo ancora riprendermi dalla prova eroica di aver formato un gruppo di 8 persone per raggiungere l’hotel con un taxi privato, so bene di che parlo!

E comunque, al di là di ogni possibile gioco o battuta, una cosa che dovremmo imparare a tenere sempre presente è che l’ASI siamo davvero NOI e in ogni momento dell’anno possiamo fare una grande differenza condividendo idee, entusiasmo, progetti e buttandoci nella mischia fattivamente, senza pigrizie, timidizze o inutili storcimenti di naso. Perché se questo è stato il Nazionale dei Sogni, il mio sogno per noi è che capiamo quanto siamo tutti unici, diversi e insostituibili nella nostra associazione del cuore, ma quanto solo insieme possiamo smuovere quell’onda anomala, felice e scomposta di energia, fonte ed espressione della nostra indispensabile Creatività.

Evita, tessera ASI 892


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3 thoughts on “Un Sogno Chiamato ASI

  1. Marina

    Evita grazie, mi hai fatto rivivere i giorni fantastici del nazionale. Hai organizzato il trasferimento da e per la stazione in modo splendido 🥇🔝tanto che l’ anno prossimo gestirai quello di tutte le regioni🤪 🤪😂😂😂

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